I voucher possono essere convertiti in rimborso: annullamento voli ed eventi causa COVID, novità D.L. RILANCIO
6 agosto 2020
Novità dopo le pressioni delle associazioni consumatori e della Commissione Europea. Cosa cambia davvero?

L'inaspettato arrivo del covid ha avuto un impatto fortissimo su tanti aspetti della nostra vita. Abbiamo dovuto sospendere viaggi, rimandare idee, tenere in caldo progetti. Concerti annullati, palchi vuoti, strade deserte; voli cancellati, hotel con le porte chiuse; treni semivuoti, eventi rimandati.
Difficile era però anche immaginare che l'Italia avrebbe reagito con il
Decreto Salva Italia, prevedendo che voli, concerti, e biglietti di qualsiasi tipologia, annullati causa covid, potessero essere rimborsati all'utente tramite voucher, da utilizzarsi entro un termine, a discrezione esclusiva della compagnia. In altre parole, sembrava che
l'utente di un determinato servizio non potesse rifiutarsi di accettare il voucher quale forma di rimborso. È chiaro che una vacanza prenotata per l'estate ed annullata non poteva essere riprogrammata a cuor leggero, soprattutto in questi tempi particolari; è altrettanto chiaro che se acquisto il biglietto per vedere Paul Mccartney, non posso poi spendere il voucher per altro; se avevo programmato di seguire la mia squadra del cuore in trasferta, non è accettabile che l'importo, piuttosto che essere rimborsato, diventi un voucher
per assistere ad altri eventi, che probabilmente ritengo poco interessanti.
In questa epoca così difficile, filodiretto ha provato a fare la sua parte, accogliendo tutte le vostre richieste e scrivendo alle compagnie aeree ed agli organizzatori di eventi, ricevendo come risposta sempre la stessa: che all'utente spettava un voucher da utilizzare entro un termine prefissato.
A molti degli utenti che ci hanno scritto abbiamo lasciato un’alternativa: usufruire del voucher oppure attendere una sperata modifica della normativa. In cui noi, onestamente, credevamo.
E questa modifica normativa sembra essere intervenuta da qualche giorno sotto forma del Decreto Rilancio. Si deve ricordare che questo è figlio di un intervento della commissione europea, che aveva bocciato il Decreto Salva Italia e la previsione dei voucher quale unica forma di rimborso. La Commissione Europea aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia, ed erano intervenute le associazioni a tutela dei consumatori ed addirittura Paul McCartney.
Ma cosa cambia, oggi, con il decreto rilancio? E’ previsto che i voucher per viaggi e vacanze cancellati a causa del coronavirus fino al 30 settembre saranno validi per 18 mesi. Terminato questo periodo, se non saranno stati utilizzati per altre prenotazioni, daranno diritto al rimborso. Lo stesso vale per i biglietti dei concerti, se non sarà riprogrammato lo stesso evento entro un anno e mezzo dalla cancellazione.
In questa epoca così difficile, filodiretto ha provato a fare la sua parte, accogliendo tutte le vostre richieste e scrivendo alle compagnie aeree ed agli organizzatori di eventi, ricevendo come risposta sempre la stessa: che all'utente spettava un voucher da utilizzare entro un termine prefissato.
A molti degli utenti che ci hanno scritto abbiamo lasciato un’alternativa: usufruire del voucher oppure attendere una sperata modifica della normativa. In cui noi, onestamente, credevamo.
E questa modifica normativa sembra essere intervenuta da qualche giorno sotto forma del Decreto Rilancio. Si deve ricordare che questo è figlio di un intervento della commissione europea, che aveva bocciato il Decreto Salva Italia e la previsione dei voucher quale unica forma di rimborso. La Commissione Europea aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia, ed erano intervenute le associazioni a tutela dei consumatori ed addirittura Paul McCartney.
Ma cosa cambia, oggi, con il decreto rilancio? E’ previsto che i voucher per viaggi e vacanze cancellati a causa del coronavirus fino al 30 settembre saranno validi per 18 mesi. Terminato questo periodo, se non saranno stati utilizzati per altre prenotazioni, daranno diritto al rimborso. Lo stesso vale per i biglietti dei concerti, se non sarà riprogrammato lo stesso evento entro un anno e mezzo dalla cancellazione.
Ecco dunque che se volevo assistere al concerto di Paul McCartney, avrò diritto a godere dell’evento che avevo programmato, oppure al rimborso della somma se l'evento stesso non sarà riprogrammato entro 18 mesi dalla cancellazione.
In realtà in questo modo l'Italia si è tecnicamente lavata le mani rispetto al problema che era stato sollevato dalla Commissione Europea, ed il voucher imposto resta l'unica forma di rimborso e non un'alternativa proposta all'utente. Un vero intervento in linea con le aspettative europee doveva prevedere che tutti gli utenti potessero scegliere tra rimborso o voucher da utilizzare entro un termine.
In questo modo, invece, si è rimandato il problema. Chi non usufruirà dei voucher, dunque, come più volte abbiamo detto ai nostri utenti, potrà chiedere alla scadenza il rimborso del valore degli stessi.
Ma ci sono delle novità. Oltre a cambiare la durata del voucher, che non è più di 12 mesi ma di 18 mesi, la novità più evidente è la possibilità alla scadenza del voucher di ottenere il rimborso della somma pagata, concetto che il decreto Salva Italia non aveva assolutamente considerato, in quanto alla scadenza del voucher l'utente perdeva definitivamente il diritto la somma pagata. Non può dunque ritenersi una novità di poco rilievo, anzi.
Per i trasporti aerei, ferroviari e di acqua il rimborso può avvenire anche trascorsi 12 mesi dall’annullamento.
Riguardo ai concerti, laddove l'evento sia stato cancellato definitivamente, l'organizzatore deve rimborsare immediatamente l'utente restituendo la somma versata.
Tra le altre novità, si segnala che il Ministero di cultura e turismo istituirà un fondo da 5 milioni di euro per indennizzare i consumatori che non verranno rimborsati per insolvenza o fallimento delle compagnie.
La procedura di infrazione contro l'Italia da parte della commissione europea continua, in quanto non è stata ancora prevista la scelta all'utente tra voucher e rimborso immediato.
In realtà in questo modo l'Italia si è tecnicamente lavata le mani rispetto al problema che era stato sollevato dalla Commissione Europea, ed il voucher imposto resta l'unica forma di rimborso e non un'alternativa proposta all'utente. Un vero intervento in linea con le aspettative europee doveva prevedere che tutti gli utenti potessero scegliere tra rimborso o voucher da utilizzare entro un termine.
In questo modo, invece, si è rimandato il problema. Chi non usufruirà dei voucher, dunque, come più volte abbiamo detto ai nostri utenti, potrà chiedere alla scadenza il rimborso del valore degli stessi.
Ma ci sono delle novità. Oltre a cambiare la durata del voucher, che non è più di 12 mesi ma di 18 mesi, la novità più evidente è la possibilità alla scadenza del voucher di ottenere il rimborso della somma pagata, concetto che il decreto Salva Italia non aveva assolutamente considerato, in quanto alla scadenza del voucher l'utente perdeva definitivamente il diritto la somma pagata. Non può dunque ritenersi una novità di poco rilievo, anzi.
Per i trasporti aerei, ferroviari e di acqua il rimborso può avvenire anche trascorsi 12 mesi dall’annullamento.
Riguardo ai concerti, laddove l'evento sia stato cancellato definitivamente, l'organizzatore deve rimborsare immediatamente l'utente restituendo la somma versata.
Tra le altre novità, si segnala che il Ministero di cultura e turismo istituirà un fondo da 5 milioni di euro per indennizzare i consumatori che non verranno rimborsati per insolvenza o fallimento delle compagnie.
La procedura di infrazione contro l'Italia da parte della commissione europea continua, in quanto non è stata ancora prevista la scelta all'utente tra voucher e rimborso immediato.
Ma a piccoli passi, si dice, si può arrivare lontano.

La nuova truffa del CUP si attiva con un messaggio breve, formale, apparentemente istituzionale: “ Si prega di contattare con urgenza i nostri Uffici C.U.P. Centro Unico Polivalente al numero 8938939081 per comunicazioni che la riguardano .” Chi lo riceve prova un’immediata attivazione emotiva : urgenza, comunicazioni che la riguardano, CUP. Il riferimento al Centro Unico di Prenotazione sanitaria fa scattare un meccanismo automatico: “E se fosse una visita? Un esame?” Alle volte intervenuto in alcuni casi da noi analizzati proprio in coincidenza con una vera attesa di informazioni da parte del CUP da parte dell'utente ignaro. Ed è proprio su questa leva psicologica che si basa la truffa. Come avviene la truffa: invito a chiamare il numero 8938939081 o altre numerazioni in "893" (numerazioni a valore aggiunto a tariffa speciale/sovrapprezzo) 1. Arriva un SMS da un numero di cellulare apparentemente italiano. 2. Il testo è generico, ma allarmante. 3. Si invita a chiamare un numero che inizia per 893. 4. La chiamata comporta costi elevatissimi al minuto (numerazioni a sovrapprezzo). 5. La telefonata viene spesso trattenuta in attesa per aumentare il costo. Il dettaglio che smaschera la truffa: il numero indicato inizia con "893". Le numerazioni 893 in Italia sono numeri a tariffazione speciale (servizi a pagamento). Le strutture sanitarie pubbliche non utilizzano numeri 893 per comunicazioni con i pazienti. Inoltre il messaggio è generico, non fa riferimento a strutture o al nominativo dell'utente. La "truffa emotiva" Questo tipo di messaggi è costruito appositamente per generare ansia e spingere all’azione immediata. E' un classico tipo di "truffa emotiva", basata sull'impulso ad agire. La leva psicologica, difatti, data dalla combinazione urgenza e salute, creano nell'utente la necessità di agire "per risolvere e conoscere". Le truffe moderne non si basano più dunque solo sull’ingenuità, ma sulla psicologia. In questo caso vengono attivati: • 🔴 Ansia sanitaria • 🔴 Paura di perdere un esame • 🔴 Senso di responsabilità • 🔴 Urgenza artificiale Quando si parla di salute, il filtro critico si abbassa. Andiamo al punto: Quanto si rischia di perdere? Le chiamate ai numeri 893 possono costare: • Diversi euro al minuto • Con addebito immediato sul credito • O direttamente in fattura Bastano pochi minuti di attesa per generare addebiti significativi. Se il cliente effettua la telefonata da rete fissa, anche se il piano tariffario prevede "chiamate illimitate", riceverà direttamente in fattura la richiesta di pagamento di una somma quale " numeri speciali " o " numerazioni in decade ". In caso contrario, se l'utente chiama da rete mobile, "rischia" solo il credito residuo, salvo sim in abbonamento il cui sovrapprezzo di riverserebbe sulla fattura mensile. Come difendersi. In primo luogo, molto banalmente, non richiamando i numeri che iniziano con 893, 895, 899 che sono sempre a pagamento. In secondo luogo, si può richiedere alla propria compagnia telefonica il " barring " delle telefonate in decade, in modo da inibire la chiamata in uscita verso tutti i numeri a pagamento. Si può avere il rimborso? Una buona notizia: si! La somma addebitata, come detto, si riversa direttamente sul conto telefonico dell'ignaro utente rimasto in linea in attesa di risposte da parte del cup, oppure gli prosciuga il credito telefonico durante l'attesa. Questo consente di agire direttamente nei confronti della compagnia telefonica, che ovviamente non è responsabile della truffa, per chiedere verifica della somma sottratta, barring delle telefonate in decade, e rimborso della somma , considerata l'ottica prevalentemente conciliativa delle sedi Corecom ed Agcom e considerando la buona fede dell'utente. I lontani cugini delle truffe emotive: i servizi non richiesti. Prima che l'AGCOM, su richiesta delle associazioni a tutela dei consumatori, disponesse il cosiddetto " doppio click " per l'acquisto dei "servizi aggiuntivi a pagamento", il fenomeno dei servizi in sovrapprezzo era estremamente diffuso. L'acquisto, involontario nella maggior parte dei casi, avveniva tramite navigazione in internet ed apertura di una " landing page ", ossia una pagina di "atterraggio", il cui click comportava in automatico acquisto di giochi, suonerie, oroscopi ed altri servizi aggiuntivi non richiesti dall'utente. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato più volte i principali operatori per pratiche scorrette, considerato che l'acquisto comportava in quel caso un vantaggio diretto per l'operatore telefonico. E' chiaro dunque come al click involontario, e dunque alla truffa per inesperienza, per navigazione poco accorta, si è oggi sostituita la truffa emotiva, basata sull'urgenza, sulla necessità di evitare un danno. La telefonata parte difatti volontariamente dall'ignaro utente, mentre pensa di ricevere comunicazioni importanti, ed invece gli viene solo prelevato oltre 2 euro al minuto. I tempi cambiano, le truffe anche. Conclusione La truffa del “C.U.P. urgente” è un esempio perfetto di come oggi il raggiro si costruisca su credibilità apparente e pressione emotiva. Ma mentre i tempi cambiano, la tutela si evolve. Oggi si può molto più efficacemente diffondere consapevolezza negli utenti, e questo, è sicuramente un grande passo avanti.

Non è infrequente il caso di utenti che si rivolgano a Filodiretto Consumatori con un problema anche e soprattutto di ordine concreto: la perdita della propria numerazione , fissa o mobile. Il numero di telefono ci identifica, ci tiene in contatto con amici e parenti, ma anche clienti. La perdita dello stesso, oltre che comportare spesso un disagio per l’utente, può comportare anche un danno per quanti ne facciano un uso aziendale. Ma come può accadere che un utente si ritrovi il proprio numero chiuso, e, soprattutto, è possibile effettuare un recupero dell’utenza? Richiamiamo qualche caso che abbiamo affrontato. Maurizio C. si rivolge alla nostra Associazione in quanto, involontariamente, aveva disattivato tre sim in uso alla sua famiglia tramite l’applicazione del suo operatore telefonico. Un click di troppo, nel punto sbagliato, una mail di conferma. Tante telefonate al call center di riferimento per provare a bloccare quella che sembrava un’inevitabile cessazione definitiva. E poi, un sms con cui il gestore comunicava di aver lavorato “la tua richiesta di cessazione”. La preoccupazione del nostro amico Maurizio l’ha condotto presso la sede di Filodiretto, probabilmente con poche speranze di recuperare i tre numeri di cellulare che, a più riprese, sia negli store dove si era rivolto sia dal call center, venivano definiti come “cessati”. Caso identico quello di Vincenzo A., che sempre tramite applicazione, probabilmente per far partire una richiesta di modifica di piano tariffario, ha involontariamente disattivato due sim, di cui uno in uso alla moglie, libero professionista, che dunque molto aveva legato all’uso di quel numero di telefono in termini di reperibilità per il cliente e di professionalità. In entrambi i casi, Filodiretto non aveva solo il compito di recuperare i numeri di telefono, ma anche di salvaguardare il collegamento dei professionisti ed artisti coinvolti con i loro clienti e potenziali tali. La perdita di numerazione non risparmia nessuno! Filodiretto si è occupato di recuperare il numero di cellulare personale di una famosa attrice, cessato per problematiche relative alla fatturazione. L’utente aveva necessità di recuperare rapidamente il proprio numero storico, dovendo gestire un team di lavoro per la regia di cui si stava occupando. Con poche speranze, probabilmente, si è rivolta a Filodiretto consumatori chiedendo il ripristino della sua utenza mobile. La perdita della numerazione della linea fissa invece ha portato Maria Teresa D.C., una simpatica signora di 80 anni, presso la sede di Via Chiaia per provare a risolvere la sua problematica. Successivamente alla perdita del marito, la signora riusciva ad ottenere abilmente un subentro (cambio di intestatario), procedura non particolarmente agevole, nella quale invece si districava alla perfezione. Facendo però affidamento sulla domiciliazione delle fatture, non si preoccupava di controllare i pagamenti delle stesse. Si ritrovava, improvvisamente, con il telefono di casa muto, ed era impossibile sia ricevere che effettuare telefonate. FiloDiretto si è interessato di recuperare un numero che per la nostra Maria Teresa non solo era indispensabile per comunicare con parenti ed amici, ma anche che aveva un valore affettivo, essendo attivo da oltre 40 anni. Successivamente al recupero della numerazione, abbiamo anche chiesto lo storno totale della posizione debitoria, ottenendo dunque la massima tutela per la nostra cliente. Recente il caso di Francesco Pio A. con la sua società, a cui durante la procedura di cambio di operatore veniva suggerito di inviare anche la disdetta al vecchio gestore. Ciò comportava irrimediabilmente la cessazione della numerazione, che non riusciva a migrare all’altro gestore. Trattandosi di una attività, era necessario un recupero anche tempestivo. In tutti questi casi, FiloDiretto ha restituito i numeri di telefono ai loro legittimi proprietari! Se hai vissuto un caso analogo, scrivici. Possiamo chiedere un risarcimento per te anche laddove sia trascorso un termine troppo lungo per tentare un recupero di numerazione.

Inserendo in google la frase " furto dati ", oggi, in prima pagina c'è l'icona di una nota compagnia di telefonia, la Ho mobile, facente capo alla ben più nota Vodafone. La presunta vendita di dati al cd. dark web , per scopi più o meno prevedibili, ma certamente non leciti, ha fatto rapidamente il giro di tutti gli utenti che hanno scelto la Ho come proprio operatore di rete mobile. Filodiretto sta ricevendo centinaia di richieste in queste ore da parte di utenti preoccupati dalla possibilità che i propri dati sensibili vengano usati illegittimamente, e che hanno ricevuto un messaggio di questo tenore: “ Ti scriviamo per informarti che purtroppo ho. Mobile, come numerose altre aziende, e' rimasta vittima di crimini informatici che si sono intensificati durante la pandemia. Da analisi approfondite, tuttora in corso e in stretta collaborazione con le Autorita' inquirenti, e' emerso che e' stata sottratta illegalmente una parte dei tuoi dati con riferimento solo ai dati anagrafici e dati tecnici della tua SIM . Non c'e' stata alcuna sottrazione di dati di traffico (telefonate, SMS, attivita' web, etc.) ne' di dati bancari o relativi ai tuoi sistemi di pagamento. Abbiamo immediatamente attivato ulteriori e nuovi livelli di sicurezza per mettere tutti i clienti al riparo dalla minaccia di potenziali frodi. Potrai comunque richiedere in qualsiasi momento la sostituzione gratuita della SIM presso i punti vendita autorizzati ho. Mobile. Per maggiori dettagli vai su ho-mobile.it/comunicazione ” Ma vediamo con ordine.








